ECOBONUS 110% (E TENDE DA SOLE): TUTTO QUEL CHE C'È DA SAPERE SUGLI INCENTIVI FISCALI 2020

 

Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2020
 

 

 

Tra le misure introdotte dal Governo con il Decreto Rilancio, c'è il cosiddetto Ecobonus 110% (detto anche Superbonus 110%). L'iniziativa nasce per migliorare le scadenti prestazioni energetiche del vetusto patrimonio immobiliare nazionale, offrendo una straordinaria opportunità ai cittadini di eseguire opere di riqualificazione: abbattere i consumi, aumentare il comfort e il valore del proprio immobile, senza la necessità di utilizzare risorse proprie.

L’incentivo fiscale riguarda anche l’installazione di tende da sole e altre schermature solari e porta, di fatto, la pregressa agevolazione dal 50% al 110% se eseguita in concomitanza con la realizzazione di opere di isolamento termico o con la sostituzione della caldaia.
L'incentivo al 50% rimane: sarà d'interesse per le seconde case e gli immobili non residenziali (non sono contemplati nell’Ecobonus 110%) e per tutti i casi dove non vi siano i requisiti dettati dal Decreto Rilancio.

 

L’articolo 119 del DL n. 34 del 19 maggio 2020 introduce un’eccezionale misura di supporto alla domanda interna, puntando sullo sviluppo sostenibile e in particolare sull’edilizia ad alta efficienza energetica, come volano per la ripartenza. L'Ecobonus 110% propone infatti ai contribuenti l’occasione per riqualificare gli immobili esistenti con un esborso iniziale pari a zero, o quasi.

 

Per sciogliere alcuni dubbi interpretativi ed entrare nel merito di particolari casistiche restiamo comunque in attesa della pubblicazione del decreto attuativo, che ci si aspetta sarà emanato entro metà agosto 2020 e renderà operativo il Decreto Rilancio.

 

1) In cosa consiste l'Ecobonus 110% del 2020?

 

Il contribuente, sostenendo interamente il costo degli interventi, può detrarre in 5 anni (una rata all'anno) l'importo complessivo pari al 110% del costo delle opere eseguite dal 1 luglio 2020 a tutto il 2021. Facciamo un esempio: se un soggetto privato spendesse € 40.000 per riqualificare la propria abitazione, ogni anno per un quinquennio, recupererebbe € 8.800 di mancato versamento delle imposte.

 

In alternativa alla detrazione fiscale, il contribuente (anche incapiente) può scegliere di cedere il proprio credito d’imposta alle banche, agli intermediari finanziari o ad altri soggetti con capienza fiscale.

 

Oppure può decidere di ottenere lo sconto diretto in fattura, cedendo il credito di imposta all’impresa che realizza i lavori o al fornitore. Questi ultimi soggetti potranno a loro volta utilizzare il credito acquisito come compensazione per il versamento dei propri tributi, oppure cederlo ad altri soggetti (inclusi gli istituti bancari), secondo un numero illimitato di passaggi, ottenendone immediata liquidità a copertura dei costi.

 

2) Cos’è lo sconto in fattura?

 

È facoltà dell’impresa che realizza i lavori e/o del fornitore, come per esempio un rivenditore di serramenti, di accettare l’applicazione dello sconto diretto in fattura.

 

In questo caso il fornitore anticipa sotto forma di sconto il 100% del corrispettivo dovuto, ricevendo in cambio dal cliente un credito di imposta pari al 110% del costo dei lavori, che potrà a sua volta “girare” alla banca o ad altri soggetti dotati di capienza fiscale. L’onere finanziario dell’operazione è pertanto sostenuto dallo Stato, con il 10% di differenza sul prezzo dei lavori.

 

Preme evidenziare che restano sempre in capo al beneficiario originario della detrazione sia il possesso dei requisiti per l’accesso all’agevolazione, sia le eventuali responsabilità riscontrate dall’Agenzia delle Entrate. Qualora infatti sia accertata la mancata integrazione, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta, l’Agenzia provvede al recupero dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante, rivalendosi sul soggetto originario. In pratica il soggetto che acquista il credito non rischia nulla, poiché la responsabilità ricade sempre sul primo soggetto che ha ceduto la detrazione.

 

Ai fini dell’opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura, il beneficiario originario deve infatti richiedere, con l’aiuto di un commercialista o di un CAF, il visto di conformità per la documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti alla detrazione. I dati devono essere comunicati in via telematica secondo le modalità attuative disposte dall'Agenzia delle entrate, che verranno emanate entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto.

 

Sempre ai fini della cessione del credito o per lo sconto in fattura, i tecnici abilitati, incaricati dal proprietario dell’immobile, asseverano il rispetto dei requisiti previsti, oltre alla congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una copia dell’asseverazione viene trasmessa all’ENEA. I professionisti, a tal proposito, devono stipulare una polizza di assicurazione per la responsabilità civile, con massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle già menzionate attestazioni o asseverazioni, al fine di garantire il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall'attività prestata ai propri clienti e nei confronti del bilancio dello Stato.

Si tenga presente che anche le spese sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni rientrano tra quelle detraibili.

 

3) Quali tipologie di immobili possono beneficiare di Ecobonus 110%?

 

L'Ecobonus 110% è rivolto unicamente alle persone fisiche e può essere utilizzato dai condomìni e dalle singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale. Sono quindi esclusi dal provvedimento le seconde case, a meno che facciano parte di interventi condominiali, e i fabbricati di proprietà di imprese e persone giuridiche. Qualche dubbio interpretativo rimane per le case bifamiliari e per i modesti edifici non costituiti in condominio. 

 

4) A quali lavori si applica l'Ecobonus 110%?

 

L'Ecobonus 110% dev’essere utilizzato per l’esecuzione dei cosiddetti lavori primari. Si tratta di interventi di isolamento termico degli elementi opachi (murature, coperture, solette di pavimento o di soffitto rivolte verso ambienti non climatizzati o verso l’ambiente esterno), che coinvolgano almeno il 25% della superficie disperdente dell’immobile, oppure per interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione (previste solo per gli impianti centralizzati) o con pompe di calore (anche in funzione ibrida).

 

L’aliquota del 110% si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico già agevolati dall’Ecobonus - incluse quindi le tende da sole e le schermature solari in genere - qualora siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi primari precedentemente richiamati. Ci si attende a tal proposito che si sviluppino proficue relazioni tra imprese edili, impiantisti e serramentisti.

 

Il Decreto prevede inoltre, come interventi collegati ai precedenti, anche l’installazione di impianti solari fotovoltaici, dei relativi sistemi di accumulo e delle ricariche dei veicoli elettrici. Questi dispositivi godono di un proprio limite di spesa (€ 48.000) indipendente dagli altri interventi richiamati.

 

5) Ecobonus 110%: quali sono i limiti di spesa?

 

Il limite di spesa detraibile al 110%, per gli interventi che interessano l’involucro (coibentazioni, serramenti, schermature solari) è complessivamente di € 60.000, da conteggiarsi per ogni unità immobiliare. La spesa massima ammessa alla detrazione Ecobonus 110% per la sostituzione degli impianti è pari a € 30.000, anche in questo caso da moltiplicare per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

 

6) Quali requisiti vanno rispettati per usufruire di Ecobonus 110%?

 

Un professionista abilitato deve dimostrare tramite un Attestato di Prestazione Energetica (eseguito ante e post operam) che gli interventi primari permettano un miglioramento di almeno due classi energetiche (per esempio da classe G a classe E). Conviene quindi che il contribuente pianifichi attentamente l’intervento, con l’aiuto di un professionista, per evitare spiacevoli e costose sorprese sulla linea d’arrivo. Ogni situazione richiederà infatti un’analisi preventiva capace di individuare quali opere effettuare per accedere pienamente all'Ecobonus 110%. 

Nel caso di interventi di coibentazione termica il Decreto prevede che i materiali isolanti utilizzati debbano rispettare i criteri ambientali minimi (CAM). Si tratta fondamentalmente di accertarsi che i prodotti utilizzati siano accompagnati dalla dichiarazione ambientale EPD.

 

7) Come si devono effettuare i pagamenti?

 

Come già previsto per l’Ecobonus 50%, i pagamenti delle fatture di anticipo, di avanzamento lavori e di saldo dovranno essere effettuati mediante bonifico parlante. Il contribuente, una volta conclusi gli interventi, dovrà comunicarne i dati all’ENEA secondo le modalità definite in seguito dal Ministero dello Sviluppo Economico.

 

8) Le tende da sole e le schermature solari beneficiano dell'Ecobonus 110%?

 

Anche l’installazione o la sostituzione di schermature solari e la sostituzione di infissi e finestre, possono accedere all’Ecobonus 110% a condizione che siano opere realizzate contestualmente ai cosiddetti interventi primari (isolamento termico o sostituzione del generatore dell’impianto di riscaldamento). Gli interventi necessari devono portare complessivamente al miglioramento di almeno due classi energetiche.

A scanso di equivoci, è giusto ricordare che le zanzariere non godono di alcun bonus fiscale (il bonus zanzariere non esiste!). L’agevolazione è riservata unicamente alle schermature solari con gtot certificato inferiore o uguale a 0,35.

 

9) E per chi non può accedere alla detrazione del 110%?

 

Per qualunque categoria di immobile e di contribuente non contemplata dall'Ecobonus 110% (seconde case e immobili non residenziali), così come per quelle tipologie di intervento che per loro natura non riescono a rispettare i requisiti imposti, resta in vigore la possibilità di accedere all’Ecobonus - come quello dedicato alle tende da sole, alle schermature solari in genere e alla sostituzione di serramenti e infissi - con la detrazione fiscale del 50% di tutte le spese sostenute, ripartita in dieci anni. In questi casi  la cessione del credito, pari all’importo detraibile, è utilizzabile nei confronti dei fornitori e delle imprese coinvolte nei lavori. La possibilità di cedere il credito nei confronti delle banche è invece prevista solo per i soggetti incapienti (appartenenti alla no tax area). Lo sconto diretto in fattura è applicabile solo per interventi eseguiti sulle parti comuni dei condomìni che, secondo quanto previsto dal DM 26.06.2015, si configurano come una “ristrutturazione di primo livello” e solo per importi non inferiori a € 200.000. 

 

 

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